Da un mese a questa parte mi sono avvicinata alla filosofia veg. Non sono per le scelte radicali, agli estremismi preferisco la regola del di tutto un po’, ma devo ammettere che la mia propensione verso le proteine vegetali sta crescendo, quasi fino a diventare abitudine. Così nella mia lista della spesa compaiono sempre più di frequente tofu, seitan, tempeh, edamame ecc. Il mio compagno, Riccardo Cominardi - noto chef gourmet – mi guarda stranito mentre riempio il carrello di questi prodotti, ma io vado avanti per la mia strada.

La bella stagione è iniziata (anche se oggi a Milano sembra autunno, a dire il vero). Per accoglierla al meglio io ed il mio Chef preferito Riccardo Cominardi, oltre a praticare spesso attività fisica - più io che lui ahah -, cerchiamo di ritagliarci un po' di tempo per sperimentare insieme in cucina. Sì, perchè quando davvero il caldo arriverà (speriamo presto!), bisognerà essere preparati ad affrontarlo anche a tavola, portando nel piatto pietanze fresche, gustose, e soprattutto #fit!

Quando c’è lo zampino di Marco Bianchi, puoi starne certo, si parla di prodotti belli e buoni. Così quando sono stata invitata alla presentazione di una nuova linea di pasta fresca firmata dallo chef scienziato (I Belli e Buoni di Marco, per l’appunto), divulgatore scientifico per la Fondazione Umberto Veronesi, ho accettato senza esitazione, anche se – chi mi conosce lo sa – io la pasta non la mangio quasi mai.

Sono tante le persone che, quando mi incontrano per la prima volta e realizzano che davvero io vivo bilanciando i miei pasti regolarmente, con estrema leggerezza d’animo, sgranano gli occhi e mi guardano un po’ come se fossi un’aliena. Niente carboidrati raffinati, niente dolci ipercalorici e pannosi, niente superalcolicigrassi idrogenati: della serie “che noia che barba, che barba che noia”.

Sono davvero tante le persone che soffrono di intolleranze alimentari: i sondaggi ci dicono che in Italia i celiaci si aggirano intorno a 164.000, mentre i nostri connazionali che hanno problemi con latticini e derivati superano la metà della popolazione.

Io stessa - lo ammetto - consumo con parsimonia queste due classi di alimenti: un po’ perché per quanto riguarda i cereali preferisco variare il più possibile (la mia scelta ricade spesso sulla quinoa, l’amaranto, il miglio ecc.), un po’ perché dei latticini non sono una grandissima fan. Quelli stagionati, dal sapore intenso non mi piacciono, mentre quelli freschi “una volta ogni tanto” - perché bisogna mangiare un po’ di tutto - senza troppo entusiasmo. Ma se per ogni regola c’è un’eccezione, il parmigiano reggiano, che adoro gustare a metà mattina accompagnato da un piccolo frutto, e lo yogurt greco che con il miele e le noci è una vera delizia, sono le mie.

Lo ammetto, sono una donna fortunata: da quando uno Chef è entrato a far parte della mia vita (a qualcuno staranno fischiando le orecchie), le mie giornate - e soprattutto i miei pasti - sono decisamente più ricchi di colore, stimoli e novità. Il tempo per cucinare insieme non è moltissimo perché ognuno è preso dai propri impegni, ma quando riusciamo a ritagliarci qualche ora per spadellare fianco a fianco, nascono piatti decisamente yummy, gourmet ed healthy. Un tripudio di salute insomma, da gustare prima con gli occhi e poi con il palato.

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