Oggi parliamo di nuovo di un argomento scottante, che torna sulla bocca di tutte anche quest’anno, in vista della bella stagione: la cellulite. D’inverno spesso ce ne si dimentica perché cappotti e maglioni coprono tutto, ma d’estate eccola rispuntare (che poi in realtà non si è mai mossa, sigh, ma quando siamo imbacuccate è più facile non darle peso).

Le giornate iniziano finalmente ad allungarsi, le temperature si fanno più miti e il sole a breve diventerà una costante: per chi, come me, soffre un po’ di meteoropatia l’arrivo della bella stagione ha un notevole effetto energizzante su corpo e spirito. Questo corrisponde da una parte a una spiccata voglia di chiudere tutto e partire (non importa dove, basta che sia vacanza!), dall’altra al desiderio irrefrenabile di abbandonare gli ambienti chiusi per trasferirsi outdoor, muoversi e allenarsi all’aria aperta, facendo il pieno di quel senso di benessere che la natura e il tepore del sole sono in grado di regalare.

A farmi virtualmente innamorare dello yoga sono state in principio tre amiche fit che stimo e seguo da tempo con grande interesse: Micol Dell’Oro, Daniela Vincenzi e Claudia Casanova (se ancora non le conosci, corri a dare un’occhiata ai loro profili Instagram e capirai!).

Praticare attività sportiva e scoprire allo stesso tempo i diversi quartieri di Milano, vivendo il training in location inaspettate, instaurando una nuova connessione con la propria città insieme a una training crew pazzesca: questa è la mission delle Nike Hoodwaves Sessions, una serie di sessioni di allenamento in stile Nike+ Training Club (per scoprire di cosa sto parlando scarica subito l’App), che toccheranno mese dopo mese differenti zone della città, dando la possibilità ai milanesi di riscoprire attraverso lo sport i quartieri in cui vivono.

Chi vorrebbe che le giornate durassero almeno 36 ore alzi la mano. Io a dire la verità in questo periodo dell’anno desidererei che raggiungessero quota 48 perché il lavoro, le commissioni da sbrigare, il traffico, le cene, gli eventi, tutto sembra moltiplicarsi tranne il tempo. Cercare di ritagliarsi un’ora per l’allenamento pare un’impresa epica, così come riuscire a consumare cibo sano 5 volte al giorno.

Quest’estate ho trascorso un paio di settimana al mare e sono stata tentata più di una volta di provarlo. In realtà il mio sogno nel cassetto resta il surf, ma l’idea di poter in qualche modo salire sulla tavola, prenderci confidenza e migliorare il mio equilibrio per poi un giorno cavalcare le onde come nel film Point Break - lo ammetto - mi stuzzica parecchio. Di che cosa sto parlando? Ovviamente del SUP, acronimo di Stand Up Paddle, una delle attività acquatiche più quotate del 2016. Uno sport da praticare esclusivamente outdoor, ho sempre pensato, fino a quando non ho ricevuto da parte di Virgin Active (azienda leader a livello internazionale nel settore dei centri fitness e benessere) l’invito a prendere parte alla prima lezione di SUP organizzata in piscina. Con qualche perplessità ma soprattutto con tanta curiosità, ho accettato la proposta e – ora posso affermarlo – non me ne sono affatto pentita.

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