Capita a volte di lanciarsi, così per caso, in una nuova avventura. Il tuo nome viene citato in un tweet, vai a curiosare di che si tratta, trovi un hashtag che sembra creato apposta per te, e allora decidi di accettare la sfida. Questo è ciò che mi è capitato qualche settimana fa quando mi sono ritrovata tra le blogger invitate a partecipare dal Salone Internazionale del Libro di Torino (sì, proprio da lui in persona) a scattare la foto del piatto che potesse rappresentare al meglio #ilbeneincucina. “Gran bella iniziativa!” ho subito pensato “Si tratta di un’occasione d’oro per trasmettere al mondo con un’immagine quello che cerco di comunicare attraverso il mio blog”.

Questa sera viene a cena la mia migliore amica. Una fashion addicted, una di quelle innamorate del make-up e di tutto ciò che ruota intorno all'eccentrico mondo della moda. Ed io che con il fashion ci azzecco ben poco (a meno che si parli di capi da indossare quando si salta e si suda) voglio pensare a qualcosa di straordinariamente colorato e gourmet per avvicinarmi in qualche modo alle sue passioni. E allora mi viene in mente quel piatto così semplice ma variopinto, gustoso e decisamente glam nella presentazione, che ho imparato a cucinare durante una delle lezioni del corso di Food Design (in Zona, che te lo dico a fare…) dello chef Riccardo Cominardi.

Si chiama Blu, ma ora non lo è più. No, non sto farneticando in preda alla classica sindrome da inizio settimana (anche se come dice Vasco “odio quel giorno lì”). Vi sto invece per raccontare di un luogo (e, va da sé, di un pranzo) di quelli che non si dimenticano facilmente. Il Blu per l’appunto: uno di quei locali che quando varchi la soglia ti senti a casa.

Giornata libera, giornata di sole. Voglia di evadere, di respirare. Mi fermo a mangiare una cosa veloce in quella locanda che tanto mi piace e nel frattempo chiedo una dritta per la mia gita. Fuoriporta. Il paesaggio è già cambiato, sono fuori Milano, intorno c'è il verde. I campi infiniti. “Prosegua lungo questa strada, arriverà ad una cascina”.

Ci sono giornate che sono tutto un corri corri, che ti sembra di girare all’infinito come una trottola e speri che qualcuno ti afferri per un lembo della gonna per rallentare il ritmo, e permetterti di godere di quel raggio di sole che fa capolino tra le nuvole, dei colori scintillanti delle foglie che tappezzano i marciapiedi, di una cena (fitfood) con gli amici.

Gli sto sul collo. Mi conoscete. E’ il mio pane ops… ma sì, faccio per dire. Tanto con voi posso permettermelo, perché ormai lo sapete bene che io e i carbo bianchi… Ma torniamo al punto. C'è una meravigliosa novità (evviva!): dopo l’anteprima foodblogger, finalmente il primo corso di cucina in Zona  arriva, per tutti. E sono tutti in fila anzi in passerella, i miei ingredienti preferiti: in ordine sparso, uno chef stellato come Baldassarre, una location stile NY come l’Unico di Milano lassù in cima, le ricettine squisite e bilanciate… Ecco fatto. Mi sento protagonista, dietro le quinte, di questa proposta per tutti.Il 26 ottobre a Milano.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Per proseguire con la navigazione del sito, è necessario acconsentire all'utilizzo dei cookie selezionando il pulsante "Accetta".